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Gheddafi: "Menzognere le voci su una mia fuga"

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Gheddafi: "Menzognere le voci su una mia fuga"

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Ormai è un latitante ma ha una rete di protezione e appoggi che gli permettono di sfuggire alla caccia all’uomo lanciata contro di lui. Gheddafi continua anche a inviare proclami attraverso la tv Arrai basata in Siria.

Le voci che lo davano in fuga in Niger sono “menzogne e noi siamo pronti a intensificare gli attacchi contro ratti e mercenari anche a Tripoli” ha minacciato.

I ribelli sul terreno se la ridono sicuri che il rais abbia le ore contate.

“Ci definisce ratti per spingere i suoi a spararci addosso ma sono parole al vento”

“Il ratto è lui che si nasconde in un buco e fugge. Vuole solo far credere ai suoi che possono ancora vincere”

A Bani Walid la città a sud est di Tripoli considerata la roccaforte dei fedelissimi del rais le armi tacciono. Si aspetta che scada l’ultimatum fissato per sabato dal Consiglio nazionale di transizione.

Intanto il numero due del CNT Mahmoud Jibril è finalmente arrivato nella capitale Tripoli conquistata dai ribelli il 23 agosto scorso.

Segno che la normalizzazione è cominciata. Forse il pericolo ormai non è Gheddafi ma il possibile emergere di tensioni in seno ai gruppi di insorti