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Bce: tassi fermi all'1,5%, la crescita sarà più lenta

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Bce: tassi fermi all'1,5%, la crescita sarà più lenta

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La Bce ha lasciato invariati i tassi di interesse all’1,5%: una decisione che molti interpretano come una correzione di rotta dovuta alle difficoltà che gravano sull’economia della zona euro.

Jean Claude Trichet, al suo penultimo intervento come presidente della Banca centrale europea, ha avvertito che la crescita sarà più lenta del previsto.

“Ci sono stati sviluppi che pesano sulla ripresa delle economie dell’eurozona. La crescita globale sta segnando il passo, i mercati azionari sono in difficoltà e la fiducia delle imprese è in calo. Ci sono poi effetti negativi che derivano dalle perduranti tensioni relative al debito sovrano di alcuni paesi. Al tempo stesso, pur con bassi tassi di interesse a breve e una politica monetaria accomodante, le condizioni finanziarie si sono fatte più difficili”.

I tassi di interesse nella zona euro sono passati dal 4,25% nel luglio 2008 all’1% nel dicembre 2009, dopo che la crisi finanziaria ha costretto l’istituto di Francoforte a immettere più liquidità sul mercato. Il cliclo rialzista è ripreso in aprile, e molti lo considerano un errore di valutazione da parte di Trichet, che a novembre sarà sostituito da Mario Draghi.

Il numero uno della Bce ha glissato sul programma di acquisto dei titoli di stato di paesi in difficoltà, limitandosi a ricordare che si tratta di una misura temporanea.