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Saab, riorganizzazione per evitare il fallimento

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Saab, riorganizzazione per evitare il fallimento

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Riorganizzazione per evitare il fallimento. Questa la strada scelta da Saab, che da mesi è talmente a corto di fondi da non essere in grado di pagare fornitori e dipendenti.

Sweedish Automobiles, l’ex Spyker che ha rilevato la casa svedese da General Motors, fa sapere che il processo avrà una durata di tre mesi.

L’amministratore delegato di Saab, Victor Muller, ha dichiarato: “Gli ultimi quattro mesi sono stati caratterizzati da una forte turbolenza. Nonostante questo, siamo riusciti a trovare nuovi capitali per circa 125 milioni di euro e altri fondi con cui integrare le risorse del gruppo. Naturalmente, non è stato sufficiente”.

Dal 2007 al 2009, la produzione negli stabilimenti Saab ha conosciuto un calo progressivo, passando da 125.400 vetture ad appena 21.000. Nel 2010, dopo che la casa era passata attraverso una prima ristrutturazione, dalle officine sono uscite 32.000 vetture.

Con il nuovo piano volontario, Saab potrà continuare a operare, anche senza le risorse per fare fronte ai suoi oneri finanziari.

L’obiettivo è trovare nuovi fondi, in attesa che le autorità di Pechino diano il via libera a un accordo sottoscritto con le cinesi Pangda e Youngman, che dovrebbe fruttare 245 milioni di euro.