ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

11 settembre: cronaca di una tragedia

Lettura in corso:

11 settembre: cronaca di una tragedia

Dimensioni di testo Aa Aa

New York, 8.46 dell’11 settembre 2001. Un Boeing dell’American Airlines, si schianta contro la Torre nord del World Trade Center.
Dirottato a Boston dopo il decollo, finisce la sua corsa tra il 93esimo e il 99esimo piano.

Alle 9.03 un secondo Boeing, anch’esso partito da Boston, si schianta contro la Torre sud, tra il 77esimo e l’85esimo piano. In meno di due ore una serie di attacchi colpiscono al cuore gli Stati Uniti, facendo circa 3000 vittime.

Alle 9.05 a Sarasota, in Florida, il presidente George W.Bush sta facendo visita ad una scuola elementare. “Un secondo aereo ha colpito l’altra torre. Siamo attaccati”, gli dicono all’orecchio.

Ci vorranno diversi minuti perché George Bush lasci l’aula e faccia la sua prima dichiarazione alle 9h30 precise. Questo il messaggio del presidente americano: “Oggi stiamo vivendo una tragedia nazionale. Due aerei si sono scagliati contro il World Trade Center, in quello che sembra un attacco terroristico contro il nostro Paese.”

Qualche minuto dopo, alle 9h37, un terzo Boeing, il volo 77 dell’American Airlines, precipita sull’ala ovest del Pentagono a Washington.
In quel momento centinaia di impiegati del Dipartimento della Difesa stanno raggiungendo il posto di lavoro.

Tra di loro Cheryl Ryefield, che ricorda: “C’era un aereo che arrivava da sopra la collina, proprio tra l’autostrada e il dipartimento della Marina. Ho capito subito di cosa si trattava. Mi sono detta: ‘Non può essere: bisogna fermarlo’. Continuava ad avvicinarsi, ha costeggiato la collina, ha accelerato e le sue ali hanno vibrato. Credo di aver visto un po’ di movimento nella cabina di pilotaggio. Poi ha accelerato e si è schiantato contro l’edificio”.

Nel medesimo istante la situazione a New York è sempre più drammatica. Le Torri gemelle continuano a bruciare. Alcune persone, disperate, si gettano nel vuoto.

Alle 9.59, la Torre sud collassa. La violenza è tale che nessuna traccia di DNA delle centinaia di vittime è stata mai trovata.

Alle 10.03 un quarto Boeing, questa volta dell’United Airlines, dirottato dopo il suo decollo da Newark (New Jersey) precipita in un campo.
Alcuni passeggeri, avvisati tramite i loro cellulari su quanto stava accadendo a New York, si sono ribellati ai terroristi ed hanno evitato il probabile schianto sulla Casa Bianca.

La Torre nord crolla alle 10.28, dopo aver resistito per un’ora e 42 minuti dalla collisione del primo aereo.

Alle 13.04, George W.Bush, dalla base aerea di Barksdale, in Louisiana, mette l’esercito in stato di massima allerta.

Prima di essere trasferito nella base di Offutt, in Nebraska, registra questo messagio per gli Stati Uniti e il mondo: “La libertà è stata attaccata questa mattina da un codardo senza volto e la libertà sarà difesa. Voglio rassicurare il popolo americano: tutte le risorse del governo federale sono al lavoro nell’assistere le autorità locali, per salvare vite umane e aiutare le vittime di questi attacchi. State certi, gli Stati Uniti daranno la caccia e puniranno i responsabili di questi atti vigliacchi. “

Molto presto gli americani scoprono il volto di alcuni terroristi: immortalati dalle telecamere al momento dell’imbarco sugli aerei, con i quali realizzeranno il peggior attacco all’America dopo Pearl Harbour.