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Per l'Europa si prospetta una settimana di passione

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Per l'Europa si prospetta una settimana di passione

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Per l’Europa sarà una settimana intensa. Il Vecchio Continente dovrà fare i conti con decisioni che potrebbero compromettere gli sforzi fatti finora per risolvere la crisi legata ai debiti sovrani e costringere i governi a soluzioni più radicali.

La Banca Centrale europea, divisa sull’intervento sul mercato dei titoli per proteggere l’Italia, rivedrà il suo programma.

Inoltre un tribunale tedesco potrebbe ridurre la libertà d’azione del governo di Angela Merkel sugli aiuti economici ai Paesi travolti dalla crisi. Mercoledì, la Corte costituzionale Federale tedesca si pronuncerà sull’accusa che Berlino, contribuendo

ai salvataggi di Grecia, Irlanda e Portogallo, stia di fatto infrangendo le leggi tedesche ed europee.

La decisione del tribunale potrebbe dare al

Bundestag un ruolo fondamentale nell’approvazione di ogni tipo di intervento. Con l’opinione pubblica tedesca contraria a ulteriori aiuti al resto dell’Europa, la sentenza potrebbe essere pericolosa.

Perché potrebbe rallentare le risposte di Berlino alla crisi.

La Grecia, intanto, venerdì saprà se sarà riuscita a convincere gli investitori privati ad acquistare i propri bond. Solo così il debito del Paese potrebbe essere tagliato di 340 miliardi di euro.

I funzionari dell’Eurozona sperano che, entro i primi di ottobre, i parlamenti nazionali finiscano per approvare la riforma del Fondo europeo di stabilità finanziaria. Giovedì infine si attende la riunione mensile della BCE. Nell’incontro si discuterà della gestione della crisi italiana.

Sulla settimana difficile che attende il governo di Angela Merkel abbiamo interpellato Claudia Kade, corrispondente a Berlino del Financial Times Deutschland.

Stephan Grobe, euronews

“La coalizione di governo è reduce da una nuova sconfitta alle elezioni regionali. Il risultato forse di una comunicazione inefficace delle strategie di Berlino contro la crisi dell’euro?”.

Claudia Kade, Financial Times Deutschland

“Credo proprio di sì. Il cancelliere Angela Merkel, che è anche presidente dei Cristiano Democratici, ha adottato nei confronti della crisi dell’euro una politica estremamente incerta. L’immagine che ha rinviato, insieme ai partner di governo liberali, è assolutamente devastante. Ed è questo che credo gli elettori abbiano bocciato. I tedeschi non vogliono essere guidati da una coalizione irrimediabilmente divisa. La crisi è talmente seria da indurre la gente a reclamare una leadership, che però non trova. Per questo ritengo che l’ultima sconfitta elettorale della Merkel sia lo specchio della sua indecisione rispetto alle questioni europee”.

euronews

“Martedì c‘è l’incontro a Berlino fra i ministri delle finanze di Germania, Finlandia e Paesi Bassi. L’impressione è quella di un confronto tra i governi più critici degli aiuti alla Grecia. Visti poi i crescenti dubbi sulle misure adottate da Atene, cosa attendersi da questo incontro?”.

Claudia Kade

“Quanto è in palio è un piano su come l’Europa dovrà essere in futuro. Nel caso di un’Europa a due velocità, ci sarebbero da una parte una serie di paesi in grado di gestire le proprie finanze e mantenere sotto controllo il proprio debito ed altri che invece resterebbero indietro. Il Ministro delle finanze tedesco Schäuble e i suoi colleghi olandese e finlandese vogliono comprendere le condizioni del sostegno finanziario. Se cioè, i paesi creditori possono per esempio esigere particolari garanzie dai paesi in difficoltà come la Grecia. Tematiche che mettono il governo di Berlino sempre più a disagio, soprattutto ora che sono emersi crescenti dubbi sul piano di riforme adottato da Atene”.

euronews

“Mercoledì la Corte Costituzionale tedesca si pronuncerà sullo Fondo di salvataggio europeo. Gli analisti non credono in un verdetto di incostituzionalità. Ritiene però che il governo abbia ragione a temere questo pronunciamento?”.

Claudia Kade

“Certo, si tratta di un pronunciamento di straordinaria importanza per Angela Merkel. La Corte determinerà di fatto l’entità degli argomenti politici che il potrà portare a Bruxelles, così come la fermezza con cui potrà difendere i suoi impegni a livello europeo, senza che poche settimane dopo il Bundestag finisca per rinnegarli. In generale direi che il pronunciamento delimiterà quindi il margine di manovrà del Cancelliere, nei rapporti di forza con il Parlamento”.

euronews

“Prendendo la parola al Congresso statunitense, giovedì, il presidente Obama tenterà di prendere l’iniziativa nella gestione della crisi. Ritiene che anche Angela Merkel dovrebbe ricorrere a un’iniziativa di peso come questa?”.

Claudia Kade

“In effetti credo che sarebbe assolutamente necessario. Sono però molto scettica sul fatto che possa davvero fare una cosa del genere. Non è né un grande oratore, né una donna con un gran pathos. Certo, potrebbe però cogliere l’opportunità e tenere un discorso mercoledì, quando in Parlamento inizierà il dibattito sul budget. E’ un momento che il cancelliere può tradizionalmente sfruttare per chiarire i fondamentali delle sue politiche. E vista la crisi attuale, sarebbe assolutamente necessario. La gente vuole sapere cosa la attende in futuro, in che direzione il cancelliere la sta portando. Penso tuttavia che la Merkel non coglierà questa occasione”.