ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

Dieci anni dopo l'11 settembre: la comunità musulmana di NY

Lettura in corso:

Dieci anni dopo l'11 settembre: la comunità musulmana di NY

Dimensioni di testo Aa Aa

Come tutti i venerdì, nella Moschea di Medina Masjid, nell’East Village, a Manhattan, ci si prepara per la preghiera.

La strada viene chiusa al traffico. A New York quest’anno per la comunità musulmana il mese del Ramadan è stato speciale, perché si è concluso proprio pochi giorni prima del decimo anniversario dell’11 settembre. E per Noman Rahman i ricordi, pieni di dolore, riaffiorano: “I media hanno diffuso l’idea che i musulmani sono cattivi. Per cui hanno iniziato a odiarci”.

Gli attacchi terroristici del 2001 hanno innescato diffidenza e ostilità verso la comunità musulmana di New York, che fino ad allora aveva sempre vissuto in modo molto discreto. Per alcuni i mesi successivi all’attacco sono stati di terrore.

“L’undici settembre – spiega Rehanna Nayyar – è stato un po’ difficile per noi, specialmente per chi indossa il velo. Una volta ero nella metropolitana e un ragazzo ha iniziato a gridare ‘terrorista, terrorista’. E io mi sono davvero spaventata e ho detto ‘Oddio, ora la polizia verrà a prendermi’.

Eppure, tra le vittime dell’11 settembre, figurano decine di musulmani. Persone che lavoravano nelle Torri Gemelle. Persone come Naser Bhaiyan, un informatico che quel giorno, al lavoro, è arrivato un po’ in ritardo: “Davvero una scena orribile. Ho visto persone saltare dall’ultimo piano. Perché non potevano fare altro: invece di morire nel fuoco, hanno preferito saltare. Il mio ufficio era al trentesimo piano della torre numero uno del World Trade Center. Penso che la mia azienda abbia perso undici persone, sì abbiamo perso undici persone”.

Subito dopo l’undici settembre e fino a poco fa – con le polemiche sulla nuova moschea nei pressi di Ground Zero – diversi episodi di discriminazione hanno sollevato la questione dell’islamofobia negli Stati Uniti. Ma qui, in una Manhattan multiculturale le cose sembrano diverse. Al fianco della moschea Medina Masjid c‘è la pasticceria Veniero.

“La Medina Masjid, al di là della strada – ricorda -Robert F. Zerilli – ha aperto i battenti nel 1976: una moschea minuscola, gente gentile, mai alcun problema. Ma ovviamente dopo l’11 settembre…ricordo chiaramente come le persone si comportassero in modo un po’ ambiguo: non sapevano cosa fare con la moschea”.

Poi però la vita è tornata a scorrere. Nessuno qui si preoccupa più se uno è musulmano o meno. La libertà religiosa ha ripreso il sopravvento.

Anna Bressanin, euronews: “E tutte le polemiche e gli scandali che infiammano regolarmente soprattutto i media e la politica americana sembrano lontani anni luce da queste moschee di New York e dai loro vicini di casa che vivono insieme, in un clima di una normalità intelligente”.