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Crisi: ancora a picco le Borse europee, bancari più pesanti

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Crisi: ancora a picco le Borse europee, bancari più pesanti

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Timori per l’eurozona, spettro di una nuova recessione e prospettive nere per il settore creditizio ingenerano il panico sui mercati del vecchio continente. Del quattro per cento, le perdite in media registrate sulle principali piazze finanziarie.

Nuovi dati economici saranno resi noti in settimana. E ciò significa che alla crisi del debito si affiancherà un’altra vecchia conoscenza: la recessione. È da questo che dipende la reazione dei mercati.

Indici azionari in caduta, spread Btp/Bund in salita per l’undicesimo giorno consecutivo, e costo per coprirsi dal fallimento delle banche ai massimi storici un po’ in tutta Europa.

I mercati europei hanno tutti gli ingredienti per un lunedì nero.

Il Ftse Mib è arrivato a cedere più di 5 punti percentuali attorno alle 16.00 per poi recuperare solo parzialmente, mantendosi comunque in area 14.300 punti. A Milano sono giunte alla sospensione Intesa Sanpaolo, Unicredit ed Exor, con ribassi teorici superiori al 7% per i due titoli bancari e vicino al 10% per la finanziaria della famiglia Agnelli. I ribassi, pesantissimi, di Piazza Affari non sono tuttavia limitati al solo comparto finanziario. Nessun titolo del Ftse Mib è riuscito a mantenersi in territorio positivo.

I titoli bancari hanno trascinato al ribasso tutte le Borse europee, con lo Stoxx di settore in calo di quasi il 6% e picchi di tensione in Francia, dove Société Générale ha ceduto oltre l’8% e BNP Paribas oltre il 7%. I mercati del Vecchio continente, orfani di Wall Street, oggi chiusa per il Labour Day, sembrano incapaci di contrapporre un argine alle vendite. Il Dax è l’indice peggiore, con una flessione del 5,75% a 5.217 punti, male anche il Cac che arretra del 5% a 2.991 punti.

Lo spread Btp/Bund è intanto salito fino a 368 punti base, a livelli che non vedeva dall’inizio di agosto, prima che la Bce iniziasse gli acquisti di titoli governativi, evidenziando la cautela con cui i mercati finanziari stanno guardando ai contenuti della manovra correttiva italiana. Nella settimana che si è chiusa venerdì scorso la Banca centrale europea ha reso noto di aver acquistato titoli di Stato dei Paesi dell’Eurozona per 13,305 miliardi di euro, un valore più che doppio rispetto ai 6,651 miliardi di una settimana prima. La Bce fornirà aggiornamenti sul piano di acquisto di titoli sul mercato secondario (Smp) avviato a metà agosto nella prossima riunione del suo comitato esecutivo, giovedì 8 settembre. In mattinata il governatore di Bankitalia e prossimo presidente della Bce ha avvertito gli Stati di non dare per scontati gli acquisti dell’Eurotower.