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Protesta sociale in Israele, una nuova sfida per Netanyahu

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Protesta sociale in Israele, una nuova sfida per Netanyahu

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Hanno inscenato la più massiccia protesta sociale nella storia di Israele e ora promettono di continuare a battersi per cambiare le cose. Il governo israeliano d’ora in poi dovrà fare i conti con le richieste delle centinaia di migliaia di persone che sono scese in piazza non solo a Tel Aviv e a Gerusalemme, ma in tutto il Paese.

Un movimento che – iniziato a luglio da un gruppo di studenti si è poi trasformato in una mobilitazione della classe media. Tra le richieste principali ci sono sgravi fiscali, maggiori fondi per l’istruzione e per l’edilizia pubblica. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu è già corso ai ripari e ha annunciato una serie di provvedimenti, ma ha anche avvertito che non sarà in grado di soddisfare tutte le richieste avanzate.

Di certo, per ora, c‘è la volontà di assicurare un futuro per una generazione intera, come si legge su alcuni cartelli che hanno accompagnato i manifestanti in piazza. E il fatto che sono ora questioni economiche a irrompere in un’agenda politica di solito dominata da questioni diplomatiche e riguardanti la sicurezza dello Stato.