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I lealisti rifiutano di negoziare la resa di Bani Walid

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I lealisti rifiutano di negoziare la resa di Bani Walid

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In Libia armi e grilletti delle forze che hanno scalzato Gheffafi sono puntati sulla roccaforte lealista di Bani Walid.

Il Consiglio nazionale di transizione invita ad attendere prima di sferrare l’offensiva.

Ma i giovani shebab scalpitano. E i loro capi spiegano che la resa dei conti è vicina ma che stanno tenendo a freno i loro uomini per evitare di colpire i civili intrappolati in quella che è ormai una città fantasma.

“Non vogliamo combattere contro il nostro popolo” ribadisce Salah uno dei comandanti ribelli.

Il problema è che Gheddafi o almeno i suoi fedelissimi sembrano voler farsi scudo della città.

A Euronews il portavoce del colonnello Moussa Ibrahim spiega che “Bani Walid è sempre stata sotto il controllo di tribu’ legate al rais, tribu’ che hanno ribadito la loro fedeltà al regime e che rifiutano non solo la resa ma anche ogni negoziato con il CNT

Secondo diverse fonti i capitribu’ di Bani Walid non sarebbero pronte ad immolarsi per Gheddafi come racconta Moussa Ibrahim. Ci sarebbero divisioni interne e trattative segrete per uscire dallo stallo prima che sia troppo tardi.

Già in passato la tribu’ dei Warfalla che domina la regione a sud est di Tripoli ha dimostrato di non essere compatta. Alcuni clan hanno anche partecipato, anni fa, a un tentativo, poi fallito, di rovesciare il colonnello.

Ora per loro è il momento di decidere da che parte stare ed evitare di rimanere in trappola tra due fuochi