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La Turchia rompe le relazioni con Israele

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La Turchia rompe le relazioni con Israele

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Ankara ha deciso l’espulsione dell’ambasciatore dello stato ebraico e lo stop a tutti gli accordi di cooperazione militare tra i due paesi dopo le mancate scuse per il sanguinoso attacco contro la Mavi Marmara, la nave che l’anno scorso tento’ di forzare il blocco di Gaza.

“Credo che sia nell’interesse di Israele porre rimedio alla crisi – ha spiegato al nostro corrispondente la giornalista Mediha Olgun che era a bordo della Mavi Marmara – ricucire lo strappo è ancora possibile. Il governo turco dal canto suo deve sostenere i nostri ricorsi contro Israele”

La Mavi Marmara faceva parte della cosiddetta Freedom Flotilla coordinata dall’organizzazione umanitaria turca IHH che ha espresso tutto il suo disappunto per il rapporto commissionato dall’Onu sulla vicenda. Rapporto che ha definito “eccessivo” l’uso della forza da parte di Israele ma che ha definito il blocco di Gaza “un atto di autodifesa”.

“Avrebbero dovuto capire le nostre intenzioni invece le conclusioni del rapporto sono inaccettabili, disastrose. La Turchia ha pazientemente atteso per 15 mesi una presa di posizione seria. ora speriamo sia arrivato il momento che chi ha commesso quel crimine uccidendo nove dei nostro volontari risponda alla giustizia internazionale” ha dichiarato senza giri di parole uno dei membri del board dell’organizzazione intervistato dal nostro corrispondente nel suo ufficio di Istanbul.

Il ministro degli esteri turco Ahmet Davutoglu l’altroieri aveva rivolto ad Israele un ultimatum. Ieri il presidente Gul ha dichiarato che le misure prese sono solo un primo passo. Se Israele non si deciderà a scuse formali la tensione rischia di salire ancora