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Ashton difende le sanzioni contro la Siria adottate dall'Ue

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Ashton difende le sanzioni contro la Siria adottate dall'Ue

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Le sanzioni contro la Siria sono necessarie, e dopo l’embargo posto sulle importazioni di petrolio potrebbero arrivare nuove misure economiche. Il capo della diplomazia europea difende i provvedimenti adottati dai Ventisette in seno alla riunione informale dei ministri degli Esteri che si è conclusa a Sopot, nel nord della Polonia.

“Abbiamo adottato delle misure restrittive che puntano a ridurre le risorse finanziarie del regime – ha spiegato Catherine Ashton -. Lo scopo è quello di fare pressione economica per arrivare a un risultato politico, ossia porre fine allo spargimento di sangue e aiutare la popolazione siriana a dare seguito a legittime aspirazioni”.

Per voce del ministro degli Esteri Sergei Lavrov, la Russia ha criticato la posizione europea, affermando che sanzioni unilaterali non porteranno a nulla di buono. Nel primo dei due giorni di vertice l’Unione europea ha imposto un blocco sul petrolio siriano, oltre a nuovi provvedimenti nei confronti di alcuni uomini d’affari e società.

Ora resta da capire cosa accadrà in sede Onu, dove i Ventisette sperano di superare la resistenza di Mosca e Pechino a sanzioni del Consiglio di Sicurezza.