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Tripoli, all'opera uomini nuovo esercito che si sta formando

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Tripoli, all'opera uomini nuovo esercito che si sta formando

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Nel mondo ci si chiede che fine faranno, in Libia, le numerose armi diffuse ora tra la popolazione e gli armamenti pesanti un tempo sotto il controllo del raìs. Un vuoto di leadership solleva preoccupazioni circa la loro sorte: si teme possano finire nelle mani sbagliate.

Tra i ribelli c‘è già chi si dichiara pronto a restituire al governo il proprio equipaggiamento, non appena il Paese raggiungerà una certa stabilità. Afferma uno di loro, a Tripoli: “Sono libico, ma arrivo dagli Stati Uniti, dove studio. Sono venuto qui per unirmi ai ribelli e per garantire la sicurezza della gente. Ma dopo la rivoluzione restituirò la mia arma e il mio distintivo e continuerò i miei studi negli Stati Uniti”.

“Io studiavo architettura all’Università, ma ho deciso di interrompere i miei studi per partecipare alla rivoluzione” spiega un altro. “Sono uno dei ribelli di Tripoli e intendo continuare il mio percorso nell’esercito per liberare la Libia e contribuire alla caduta del regime di Gheddafi”.

Uomini armati in divisa hanno sorvegliato la preghiera del venerdì nella piazza centrale della capitale. Un esempio del nuovo esercito che si sta formando e che avrà anche il compito di riunire le molte armi ora sparse tra la popolazione, come spiega l’inviato di euronews Jamel Ezzedini: “I veicoli militari sono scomparsi dalle strade della capitale, così come gli uomini armati in vesti civili, e qui, nella piazza dei Martiri a Tripoli, ci sono soldati con l’uniforme dell’esercito, con il compito di garantire la sicurezza dei cittadini, ma anche raccogliere le migliaia di armi ora nelle mani dei libici”.