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Libia, al via la conferenza di Parigi

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Libia, al via la conferenza di Parigi

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I leader della rivolta libica si siedono oggi insieme ai rappresentanti delle principali potenze mondiali per delineare il futuro del paese, dopo gli oltre 40 anni dell’era Gheddafi.

La Conferenza di Parigi, organizzata all’Eliseo dal presidente francese Sarkozy e dal premier britannico Cameron, è aperta non solo alla trentina di paesi che hanno sostenuto la missione militare della Nato, ma anche a quelli che l’hanno criticata, come Russia e Cina.

“Questo è il momento di aiutare il Consiglio Nazionale Transitorio – ha dichiarato il ministro degli Esteri francese Juppe – perché la Libia è devastata, la situazione umantaria è difficile, mancano acqua, elettricità, carburante. Eppure il paese è potenzialmente ricco, possiede dei fondi distratti dal precedente regime che stiamo cercando di scongelare. La Francia ha appena ottenuto il permesso di versare un miliardo e mezzo di euro al CNT per finanziare la ricostruzione”.

Dopo il via libera dell’Onu, anche la Gran Bretagna ha consegnato a Bengasi casse di banconote per un valore di 158 milioni di euro: prima tranche di un una serie di fondi congelati nel marzo scorso che serviranno a pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici in Libia.

E mentre si parla di ricostruzione, è partita la corsa tra i paesi occidentali per accaparrarsi il petrolio libico. Secondo il quotidiano francese Liberation, il governo di Parigi se ne sarebbe assicurato il 35%, e potrebbe scippare all’Italia la posizione di leadership che aveva durante il regime di Gheddafi.