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Guerra di Libia, la paura di infiltrazioni jihadiste

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Guerra di Libia, la paura di infiltrazioni jihadiste

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Protagonista della battaglia di Tripoli, nemico storico di Muammar Gheddafi, il comandante Abdel Hakim Belhaj inquieta e intriga per il passato oscuro e in odore di Jihad. Incerta persino la sua età, sui 45 anni.

Oggi salito ai vertici del Consiglio nazionale di transizione, ieri co-fondatore del Gruppo islamico combattente in Libia che tentò di rovesciare il colonnello e instaurare uno stato islamico.

A fine anni novanta è nei campi di addestramento in Afghanistan, dove partecipa alla guerra contro i sovietici.

Arrestato in Asia dalla Cia, è estradato in Libia: finisce in carcere dove nel 2009 rinuncia alla violenza.

Ma tra gli esuli libici c‘è chi lo accusa di legami con al-Quaeda che, dicono, controlla le armi dei ribelli, a dare peso alla tesi lanciata per primo dal rais e corpo alle paure dell’occidente.