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L'Iran tende la mano alla Libia dei ribelli

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L'Iran tende la mano alla Libia dei ribelli

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L’Iran chiude il Ramadan e apre una nuova era nei rapporti con la Libia liberata. Dopo aver fornito in sordina aiuti umanitari ai ribelli, che ringraziano, ora invita il loro capo, Mustafa Abdel Jalil, a Teheran.

Nelle parole dell’ayatollah Ali Khamenei, la condanna per l’intervento della Nato e un avvertimento al popolo libico: “Facciano attenzione a non farsi rubare la vittoria dai nemici. Non devono dimenticare che coloro che calcano la scena oggi e si dicono detentori della rivolta sono gli stessi che avevano l’abitudine di sedersi e bere con coloro che hanno distrutto la nazione libica”.

Tra i due paesi sarebbero in corso contatti bilaterali anche per il chiarimento della spinosa questione di Musa Sadr, l’imam libano-iraniano scomparso in Libia 33 anni fa.

Sono in molti a ritenere che il capo religioso, filosofo e aristocratico, sia stato ucciso ma alcuni prigionieri lo dicono vivo nelle carceri di Tripoli.

Forse ora si arriverà a conoscerne la sorte.