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Damasco in barba alle sanzioni. E' ancora repressione

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Damasco in barba alle sanzioni. E' ancora repressione

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Le nuove sanzioni annunciate da Washington e quelle che Bruxelles si appresta ad adottare non fermano la repressione in Siria. Nelle stesse ore in cui video amatoriali mostrano il montare della protesta nella provincia di Deraa, gli oppositori del presidente Bashar Al Assad denunciano retate e ritorno di un’imponente presenza militare ad Hama.

Proprio nella città meridionale di Deraa, quattro persone sarebbero state uccise martedì, al termine di un sanguinoso Ramadan: oltre 550 le vittime contate dal Coordinamento degli attivisti siriani in un solo mese.

Mentre le stesse fonti parlano di sempre più defezioni nell’esercito regolare, immagini di uomini in abiti civili tra le file dei militari a Damasco rilanciano il sospetto di infiltrati nella protesta.

Per fiaccare la repressione, Stati Uniti e Unione Europea sono tornati a brandire l’arma delle sanzioni. A Washington che ha iscritto il Ministro degli esteri siriano sulla sua lista nera, Bruxelles ha risposto stringendo i tempi sull’embargo al petrolio di Damasco. Il via libera è atteso per venerdì.