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Trichet: La zona euro è solida, ma alcuni paesi devono correggersi e cambiare rotta

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Trichet: La zona euro è solida, ma alcuni paesi devono correggersi e cambiare rotta

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La Commissione è preoccupata per il continuo rallentamento dell’economia in Europa. Difronte al Parlamento europeo, Olli Rehn, responsabile degli affari economici e monetari, ha sottolineato come le tempeste finanziarie stiano frenando la ripresa ma è rimasto prudente sulla soluzione “eurobond”.

Olli Rehn, Commissario europeo per gli affari economici e monetari:

“Gli Eurobond in qualsiasi forma saranno introdotti, dovranno essere accompagnati da un controllo fiscale piu’ rigoroso e da una maggiore coordinazione politica, una controparte essenziale per evitare un’ulteriore instabilità delle finanze pubbliche.”

Anche il presidente della Banca Centrale Europea, Jean-Claude Trichet ha evitato di commentare una possibile riforma della governance economica invitando i governi europei ad applicare le misure decise a luglio per salvare la Grecia e l’euro.

Euronews ha ottenuto un’intervista esclusiva del presidente Trichet.

Fariba Mavaddat, euronews:” Vorrei cominciare con la domanda piu’ urgente. E’ possibile salvare l’euro?”

Jean-Claude Trichet, Presidente della Banca Centrale Europea:

“L’euro è una moneta solida, che ha mantenuto in modo notevole il suo valore, a livello interno e a liverllo internazionale. Nessuno sta sfidando l’euro come moneta. Se l’euro fosse stato sfidato come moneta, non avreste visto quello che che si vede sui mercati. Inoltre se considero la zona euro nel suo insieme, ritengo che abbia delle solide fondamenta.

Per esempio per quanto riguarda il deficit della finanza pubblica, abbiamo un deficit pari al 4,5% del PIL, mentre negli Stati Uniti e in Giappone siamo al 10%, e anche in altre economie avanzate le cifre sono elevate. Quindi quello che abbiamo nella zona euro è un problema di credibilità che riguarda alcuni paesi, non è un problema di tutta la zona euro che ha basi solide, nè è un problema della moneta”.

Fariba Mavaddat, euronews:

“Sembra che l’opinione pubblica abbia perso la fiducia nei governi e nei loro leaders e che ritenga che il mondo sia gestito dagli istituti finanziari e di credito…”

Jean- Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea:

”Tutti i governi in Europa statanno affrontando una situazione difficile. Viviamo un momento storico molto molto speciale. E’ la piu’ grave crisi economico- finanziaria dalla fine della seconda guerra mondiale. E’ qualcosa di grande. E’ una crisi grande negli Stati Uniti, in Giappone e nel resto del mondo.

E naturalmente dobbiamo migliorare la situazione, dobbiamo trarne le dovute conseguenze, in tutti i campi, incluso naturalmente nel campo dei mercati finanziari e del settore finanziario dove molte riforme devono essere applicate in modo rigoroso.

In Europa in particolare dobbiamo migliorare la governance”.

Fariba Mavaddat, euronews:

“I problemi potrebbero essere risolti se uno o due economie, le piu’ deboli, scegliessero di lasciare la zona euro?”

Jean- Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea: “ Coloro che non si sono comportati bene in passato devo cambiare rotta. E’ molto interessante vedere oggi quali sono le economie che stanno resistendo meglio a questa crisi mondiale. Se si esce dalla zona euro, c‘è ad esempio il Canada. Il Canada ha avuto problemi drammatici negli anni ’90, poi c‘è la Svezia e i paesi scandinavi, anche loro hanno avuto problemi nei primi anni’90. Quindi quando ci sono difficoltà, se ne traggono le conseguenze, si corregge la rotta e si è molto piu’ resistenti”

Fariba Mavaddat, euronews: …Riguardo alle agenzie di rating che hanno dimostrato di essere problematiche, come si possono controllare?”

Jean-Claude Trichet, presidente della Banca Centrale Europea: “Questa è una questione a livello globale. E’ chiaro che abbiamo un oligopio con un piccolissimo numero di istituzioni che esercitano influenza in un gran numero di mercati e su un gran numero di partecipanti, non c‘è una ricetta rapida in questo caso, dobbiamo restare prudenti”.