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Sanzioni alla Siria. La piazza preme, l'Europa temporeggia


Belgio

Sanzioni alla Siria. La piazza preme, l'Europa temporeggia

“Chiudere i rubinetti al regime, per soffocare la repressione”. Nel giorno dell’ennesima spaccatura sul fronte internazionale, associazioni siriane hanno manifestato a Bruxelles per sollecitare un’accelerazione sulle sanzioni.

Mentre Washington aggiunge alla sua lista nera il Ministro degli esteri di Damasco e Mosca ribadisce il proprio no in sede Onu, slitta l’accordo dei 27 sull’embargo al petrolio siriano.

“Consideriamo le sanzioni relative all’esportazione di gas, petrolio e armi di fondamentale importanza – dice uno dei manifestanti -. Speriamo che l’Unione Europea prenda la questione sul serio e intervenga rapidamente”.

“Le sanzioni sono un’ottima iniziativa – commenta un’altra cittadina siriana in piazza -, ma da sole temo non bastino. La cosa più importante, al momento, è per noi la caduta del regime”.

Incurante di fronte a pressioni internazionali e della piazza, il presidente Bashar Al Assad si è mostrato in tv accanto al Gran Mufti di Damasco, in occasione delle preghiere dell’Eid El Fitr. Una sicurezza che le nuove sanzioni si propongono di scalfire, privando il governo di introiti nell’ordine di tre miliardi di euro annui. Il via libera è atteso per venerdì.

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