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Morti e feriti da festeggiamenti. La Libia degli spari in aria

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Morti e feriti da festeggiamenti. La Libia degli spari in aria

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“I libici insorti contro Gheddafi – dice da un ospedale di Tripoli il nostro inviato Mustafa Bag -. per celebrare i loro successi, spesso sparano in aria. Un genere di festeggiamenti che talvolta produce però effetti indesiderati”.

A farne le spese è stato fra gli altri Abdul Karim. Oggi ricoverato, si trovava in strada appena dopo essere uscito dalla moschea. Ed è rimasto ferito da salve di mitra sparate in aria.

Triste metafora della precipitazione ribelle a cantar vittoria, il fenomeno dei “danni collaterali da festeggiamenti” ha un’incidenza certo marginale sul bilancio di sangue del conflitto. Una goccia in un mare, tuttavia già di per sé capace di cambiare la vita di molti.

“Lancio un appello a tutti i fratelli della rivoluzione del 17 febbraio – ci dice Abdul Karim dal suo letto d’ospedale -, affinché smettano di sparare in aria. Si tratta di una pratica che mette a rischio molte vite umane”.