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Nyc dice addio ad Irene, polemiche su allarme eccessivo

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Nyc dice addio ad Irene, polemiche su allarme eccessivo

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I forti venti e le intense piogge di Irene, l’uragano declassato a tempesta tropicale, hanno lasciato New York diretti in Canada.

Almeno 18 i morti negli Stati Uniti e quattro milioni le persone senza elettricità. Danni pesanti sulla costa orientale, ma la gestione dell’emergenza si è rivelata efficace. Forse eccessiva, fa notare qualche oppositore del Presidente Obama.

“La tempesta si indebolisce nella sua corsa verso nord, ma rimane pericolosa perché continua a produrre forti piogge – ha detto il capo della Casa Bianca – Voglio sottolineare che le ripercussioni di questa tempesta si faranno sentire per qualche tempo, e le operazioni di ripristino dureranno per settimane o oltre”.

I newyorkesi sono tornati ad affollare le strade, il fiume Hudson era straripato in alcuni punti, ma l’allerta è subito rientrata. I venti ad oltre cento chilometri orari hanno sradicato circa 650 alberi.

Nel frattempo, i mezzi di trasporto pubblici hanno ripreso la normale attività.

“Il New York Stock Exchange e gli altri mercati finanziari apriranno puntuali domani – ha rassicurato il sindaco di New York Michael Bloomberg – Sono sicuro che molte aziende, con alcuni piccoli e rapidi interventi, potranno riprendere le attività e far ripartire il tessuto economico della città”.

Le stazioni e gli aeroporti hanno già riaperto i battenti, i voli cancellati sono stati circa 10.000. Una giornata da ricordare avrà pensato una coppia di Philadelphia: il loro figlio, nato domenica, si chiama Manuel uragano Cooper.