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Italia, il Governo rivede la manovra e i sindaci protestano

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Italia, il Governo rivede la manovra e i sindaci protestano

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Un lunghissimo vertice di maggioranza nella residenza milanese del premier Berlusconi valuta gli aggiustamenti alle misure di austerità già adottate il 12 agosto dal Consiglio dei ministri. La manovra era a sua volta una correzione di un precedente pacchetto approvato dal Parlamento, ma il precipitare della crisi del debito ha peggiorato le cose e ha inasprito i contrasti anche all’interno della maggioranza di governo, col padre della manovra, il ministro Giulio Tremonti, che si è trovato al centro di critiche anche dalla propria parte politica.

Sempre a Milano, 2 mila sindaci secondo gli organizzatori, mille secondo la Questura, hanno manifestato contro i tagli alle amministrazioni locali. Fianco a fianco, primi cittadini di destra e di sinistra.

“Si tagliano i fondi alle istituzioni locali che sono quelle più vicine ai cittadini – afferma il sindaco di Milano Giuliano Pisapia -. Forse bisognerebbe pensare a tagliare gli sprechi a livello nazionale”.

“Lo Stato pesa per il 75 per cento della spesa pubblica – aggiunge il primo cittadino di Roma, Gianni Alemanno -: deve fare tagli al 75 per cento e non al 24 per cento”.

Le misure previste dal governo prevedevano l’abolizione dei Comuni più piccoli e delle province meno popolose.