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Liberati i prigionieri politici di Tripoli

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Liberati i prigionieri politici di Tripoli

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L’arrivo dei ribelli a Tripoli ha portato la libertà ai prigionieri politici di Abu Salim. E il giornalista americano Matthew Van Dyke ostenta con orgoglio il simbolo della sua nuova condizione di persona libera. Era stato catturato all’inizio del conflitto.

“Ero a Brega. Stavo facendo foto della città. Ero con tre ribelli su un camion e ci hanno teso un’imboscata”.

Van Dyke, 32 anni, freelance,originario di Baltimora, è stato tenuto in isolamento per circa cinque mesi. Racconta di essere stato trattato bene, ma di aver sofferto di non poter comunicare con nessuno.

“E’ stata un’evasione massiccia. I prigionieri sono venuti nella mia cella e hanno rotto il lucchetto. Pensavo fossero le guardie che venivano a uccidermi. Pensavo fosse la fine. Pensavo che mi avrebbero portato fuori e dato fuoco. Poi, passava sempre più gente vestita come me. Un tizio mi ha detto: “Gheddafi è finito”. Non potevo crederci”.

Abu Salim è stata liberata dai ribelli mercoledì. Con Van Dyke sono ritornati in libertà un totale di sei statunitensi. Altri detenuti della celebre prigione hanno raccontato di essere stati ripetutamente torturati.