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Mohammad riabbraccia i genitori. L'Odissea che ha commosso Tripoli

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Mohammad riabbraccia i genitori. L'Odissea che ha commosso Tripoli

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Sotto l’insegna della Croce Rossa internazionale, una Tripoli ancora in trincea si aggrappa a una storia che la riporta a sperare.

E’ la storia di un padre, una madre e del figlio che avevano perso durante i festeggiamenti per l’arrivo dei ribelli. Ferito da una pallottola, il piccolo era poi stato portato al compound di Abu Salim.

“Eravamo sul punto di trasferirlo – racconta uno dei medici che gli ha offerto le prime cure -, quando all’improvviso i genitori sono venuti a cercarlo proprio nel nostro ospedale. Erano davvero molto, molto scioccati”.

Riabbracciato il figlio Mohammad di 10 anni, i genitori parlano ora sollevati di fine di un’odissea.

“Gli ultimi quattro giorni non riuscivamo neanche a mangiare – racconta la madre -. Abbiamo passato tutto il tempo a cercarlo. Non siamo riusciti a mandare giù niente. Ma grazie a Dio l’abbiamo ritrovato. E vivo”.

“Non sapevo che fosse qui – aggiunge il padre -. E’ pieno di cadaveri e ho temuto di trovare anche quello di mio figlio. Erano cinque giorni che lo cercavo”.

Il piccolo Mohammad è ora in buone condizioni. Lo staff medico ha provveduto a trasferirlo al Central Tripoli Hospital, la sola struttura sanitaria pienamente operativa della città. E qui, a prendersi cura di lui, ci saranno di nuovo anche i suoi genitori.