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Gheddafi incita a resistenza, Cnt si trasferisce a Tripoli

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Gheddafi incita a resistenza, Cnt si trasferisce a Tripoli

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Gheddafi è sotto assedio ma resiste. Tripoli è ancora terreno di battaglia di una guerra che – secondo Mustafa Abdel Jalil, capo dei ribelli – ha provocato 20 mila morti.

Gli insorti occupano quello che fu il quartier generale del raìs, distruggendo i simboli del potere.

Il sogno della liberazione si scontra con l’incubo di non sapere dove sia il leader deposto:

“Speriamo che lo prendano e che sia portato alla corte penale iternazionale”, dice un combattente degli insorti.

Come un fantasma, la sua voce torna a farsi sentire, in un messaggio audio trasmesso dalla tv del figlio, Saif al-Islam. Gheddafi ha esortato ancora una volta i libici ad accorrere a Tripoli per “purificare” la capitale.

Le ultime segnalazioni lo danno asseragliato in un complesso residenziale nella parte centro-meridionale di Tripoli, nel quartiere di Abu Slim.

Nella zona, centinaia di mercenari sono stati arrestati dai ribelli libici. Gli stranieri sarebbero ormai la spina dorsale delle forze lealiste, con i soldati dell’esercito passati con gli insorti o fuggiti.

Mentre la battaglia prosegue il Consiglio nazionale transitorio annuncia il suo trasferimento a Tripoli e chiede lo sblocco di circa 4 miliardi di euro dai fondi del regime, il consiglio di sicurezza dell’Onu ha concesso 1 miliardo.