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Caccia al mercenario e pile di cadaveri. La Tripoli degli orrori

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Caccia al mercenario e pile di cadaveri. La Tripoli degli orrori

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Col passare delle ore e dei giorni, gli scontri fra lealisti e ribelli mostrano risvolti sempre più inquietanti.

Mentre il numero delle vittime continua a salire, le ONG lanciano un nuovo allarme: quello delle vendette incrociate e della “caccia ai mercenari”.

“Ci troviamo nel quartiere di Abu Salim, che fino a poco fa era in mano ai lealisti – dice da Tripoli il nostro inviato Mustafa Bag -. I combattimenti sono proseguiti tutta la scorsa notte. Molti i volontari subsahariani che hanno perso la vita. Questo è quanto hanno lasciato quelli che sono riusciti a scappare. Gli altri sono morti qui”.

La semplice pelle nera può valere agli occhi di molti la patente di mercenario. Uno “spettro discriminazione” denunciato anche dall’Agenzia Onu per i rifugiati e che rischia di non risparmiare neppure gli ospedali.

Incontriamo un paziente che dice di venire dal Chad. Al nostro inviato che gli domanda come faccia a stare in corsia in mezzo ai cadaveri risponde che tiene duro grazie a Dio e agli infermieri. “Che Allah li benedica – aggiunge -. Piano piano, se Lui vuole, la situazione migliorerà”.

Un’ottantina le persone che in un solo ospedale di Tripoli sarebbero morte negli scorsi giorni per assenza di cure.

“I dottori di Abu Salim stanno facendo in modo di portare i pazienti che ancora sono qui al Tripoli Medical Centre – dice un’operatrice della Croce Rossa Internazionale -. Noi li stiamo assistendo nel trasferimento”.

Alla domanda sull’eventuale presenza di mercenari o lealisti, la risposta è un eloquente e poco credibile “non sappiamo nulla”.

I cadaveri continuano intanto ad accumularsi, ma nelle strutture sanitarie la situazione è fuori controllo. Molti vengono semplicemente abbandonati all’aperto in pasto alle mosche.