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Steve Jobs lascia, quale futuro per Apple?

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Steve Jobs lascia, quale futuro per Apple?

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Finisce un’era per Apple e si apre il dibattito sul futuro della società di Cupertino. Il visionario Steve Jobs lascia il posto di amministratore delegato e resta come presidente. Cinquantasei anni, fondatore di Apple nel 1976 assieme all’amico Steve Wozniak, è da tempo malato.

Jobs è l’uomo che ha salvato la società dalla bancarotta rischiata durante la sua assenza da metà degli anni ottanta alla fine dei novanta. L’uomo di prodotti innovativi come l’iPod, l’Iphone e infine l’Ipad che crea un nuovo mercato, quello dei tablet.

Le redini della società passano a Tim Cook che svolgeva le sue funzioni già dal 17 gennaio quando Jobs si era messo in aspettativa per malattia.

“Ci puo’ essere il timore, soprattutto dal punto di vista degli investitori, che Apple imploderà”, spiega Tim Bajarin, analista e presidente di Creative strategies. “Non è possibile, è una delle società al mondo gestite meglio, con una delle più vaste riserve liquide. Io mi aspetto che Apple si rafforzi, non che si indebolisca”.

Riconosciuto in tutto il mondo come icona delle nuove tecnologie, per alcuni Jobs è insostituibile. Per altri Apple continuerà ad avere successo anche senza il suo fondatore.

“Non credo che continueranno a essere così innovativi visto che lui è la mente delle idee di Apple”, dice un consumatore tedesco.

“Non credo che fosse solo merito di Steve Jobs, Apple puo’ andare avanti senza di lui”, sostiene un altro.

Il primo test per l’era Cook sarà il lancio sul mercato, probabilmente in autunno, della quinta versione dell’iPhone. Poi sarà il momento dell’iPad3. In arrivo anche la prima biografia autorizzata di Jobs, scirtta da Walter Isaacson, ex giornalista del Times.