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Il nostro inviato tra i ribelli: "lavoriamo come un'unità coesa"

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Il nostro inviato tra i ribelli: "lavoriamo come un'unità coesa"

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I ribelli convergono su Tripoli da tutta la Libia per porre fine una volta per tutte al regime di Gheddafi. Il nostro inviato Jamel Ezzedini ha trascorso una giornata con loro nella capitale libica. I rinforzi arrivano in continuazione, l’accoglienza più calorosa è riservata ai combattenti di Misurata che con un assalto via mare hanno lanciato l’offensiva sabato scorso.

“I vari gruppi di ribelli si stanno coordinando bene. Convergono su Tripoli da est e da ovest, abbiamo un orientamento comune”, dice uno degli insorti di Tripoli.

“Grazie a Dio abbiamo fatto un ottimo lavoro, con una buona comunicazione. Abbiamo lavorato come un’unità coesa, dirigendoci nel centro di Tripoli”, afferma un ribelle venuto da Zintan.

“Abbiamo centri operativi comuni, nella capitale, nell’area occidentale di Jabal Gharbi e nella parte est. Abbiamo tenuto aperte le comunicazioni tra i tre centri operativi”, dice un combattente proveniente da Misurata.

Se la Nato afferma di fornire aiuto nella caccia a Gheddafi attraverso radar, nega invece l’esistenza di un coordinamento militare con i ribelli. L’Alleanza Atlantica smentisce dunque quanto sostenuto da alcuni media, ossia la presenza sul terreno di soldati Nato in abiti civili.

Jamel Ezzedini, euronews:

“Questo ultimo assalto contro i gruppi di Gheddafi a Tripoli secondo i ribelli venuti da diverse zone della Libia – Zintan, Nalut, Bengasi e altre – è focalizzato ora sulla vittoria finale. Non accetteranno mai una sconfitta”.