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"In Libia evitare uno scenario iracheno"

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"In Libia evitare uno scenario iracheno"

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Nial O’Reilly, euronews:

-Il Colonnello Gheddafi ha perso il controllo di Tripoli, ma sembra determinato a non arrendersi.

Per discutere della situazione in Libia, siamo collegati con Christian Le Mière, analista per il think-thank “International institute for strategic studies”.

Dopo l’euforia, quale sarà la prossima mossa dei ribelli e di Gheddafi. Come finirà questo conflitto?

Christian Le Mière, International Institute for Strategic Studies, Londra:

“Tutto dipende dalla cattura dei Gheddafi e dalla capacità di fargli un giusto processo. Se non riusciranno, Gheddafi potrebbe essere in grado di lanciare una nuova offensiva, ma questo ovviamente dipende dai mezzi e dal supporto, cosa non chiara al momento”.

-La Nato sostiene che non ci sarà una ripresa dei combattimenti sul terreno, ma come possono i ribelli proseguire la caccia a Gheddafi senza avere al fianco gli esperti dell’Alleanza?

“Ritengo che la Nato voglia evitare qualsiasi presenza militare sul terreno. Come abbiamo potuto vedere, tra i ribelli molti non hanno alcun tipo addestramento, questo non vuol dire che non siano in grado di instaurare una sorta di ordine”.

-I Paesi arabi, che hanno partecipato al conflitto, come il Qatar, potrebbero dispiegare più mezzi?

“Tutti vogliono una soluzione del conflitto e non intendono impiegare altri mezzi.Il Qatar e gli Emirati arabi hanno fornito materiale, supporto logistico ai ribelli. Se si può, qualsiasi stato preferisce evitare un coinvolgimento militare sul terreno. Ci sarà comunque un sostegno, forze speciali o l’intelligence. Ma si tratterà di un numero esiguo, sarebbe un obbrobrio politico se ci fosse una presenza significativa di forze Nato o di qualsiasi altro Paese sul terreno”.

-Abbiamo visto molta confusione, possono i ribelli avere successo se le tensioni interne hanno il sopravvento in questa fase?

“Il sistema tribale in Libia è estremamente complicato e ci sarà la corsa al potere, è inevitabile, ma c‘è anche molto ottimismo per una soluzione e soprattutto una soluzione politica del conflitto libico”.

-Prima di arrivare a questo, si teme che un Gheddafi disperato possa far uso del suo arsenale chimico, cosa ne pensa?

“Si tratterebbe di un arsenale alquanto rudimentale, anche se esistesse. Nel 2004 denunciò di avere stock di iprite, in stato di deterioramento. La domanda è se questi arsenali esistano ancora. Non esiste alcuna prova di testate chimiche che sono state usate o lanciate con missili Scud. Per cui non è chiaro se queste armi possano essere usate”.

-Dopo il conflitto in Iraq uno degli errori degli americani fu di non coinvolgere l’esercito iracheno nella ricostruzione. Potrebbe essere ripetuto?

“Tutti hanno ben in mente lo scenario iracheno, le divisioni in modo particolare e le sue conseguenze di queste divisioni che hanno alimentato l’insurrezione nell’immediato. Ci può essere un tentativo di rivincita ma penso che tutti vogliano evitare uno smantellamento dello stato perché l’anarchia che potrebbe seguire alimenterebbe l’instabilità”.

-Qualsiasi cosa accadrà nei prossimi giorni, la stabilità in Libia sembra lontana. Grazie Christian Le Miere.