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Gioia senza frontiere. La festa dei libici nel mondo

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Gioia senza frontiere. La festa dei libici nel mondo

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La festa dei cittadini libici non conosce frontiere. In migliaia quelli che in tutto il mondo hanno celebrato con balli e canti gli sviluppi delle ultime ore.

Recuperato l’inno della Libia monarchica pre-Gheddafi, al Cairo i manifestanti hanno invocato un segno tangibile della svolta.

“Sono qui – dice uno di loro – per chiedere che l’ambasciata libica ammaini la vecchia bandiera e issi quella dell’indipendenza”.

Stesso bisogno di rompere col passato per guardare al futuro, anche davanti all’ambasciata di Ankara.

Qui a sventolare è gia la bandiera della Libia ribelle. Quasi a voler esorcizzare dolorosi ricordi, la rabbia della gente si orienta allora sui simboli del regime.

In molti sono scappati da un paese che non offriva loro alcuna opportunità. E se ora festeggiano è anche perché sperano di trovarlo presto cambiato.

“Nonostante il petrolio e le sue ricchezze – dice una manifestante -, nella Libia degli ultimi decenni c’erano fortissime sperequazioni. Non c’era spazio per i valori, eravamo continuamente umiliati, esposti a violenze. Si metteva tutto in tasca Gheddafi”.