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Viaggio a Leopoli: la "piccola Parigi" dell'Ucraina

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Viaggio a Leopoli: la "piccola Parigi" dell'Ucraina

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“La città di Leopoli, nell’ovest dell’Ucraina, è l’esempio probabilmente migliore delle pronunciate differenze tra le principali città del Paese – dice l’inviato di euronews Seamus Kearney -.

Passeggiando per le strade si riceve l’impressione di essere nel cuore di una città turistica dell’Europa occidentale. E non sorprende che qui si parli di Leopoli come della ‘Piccola Parigi dell’Est’”.

Molti edifici e monumenti rimandano a una varietà di stili, tutt’altro che estranei al turista occidentale. A Leopoli, si dice che la città ospiti, da sola, la metà del patrimonio architettonico e monumentale di tutto il Paese.

Oggi più di 700.000 abitanti, la città è considerata una delle principali culle della cultura ucraina.

“Preservare l’identità nazionale – spiega la storica Liza Yanchukova – è di grande importanza per Leopoli. Soprattutto da quando il Paese ha raggiunto l’indipendenza. Cerchiamo di fare del nostro meglio, per tutelare tutto ciò che ci lega al patrimonio culturale ucraino”.

Una ricchezza ereditata dalle stratificazioni regalate alla città dal suo tormentato passato. Secoli di dominazioni e battaglie, che hanno iscritto la resistenza nel DNA di Leopoli, facendone la culla dell’irredentismo ucraino.

Nel 1998, sette anni dopo aver ottenuto l’indipendenza, il centro storico della città viene iscritto fra i Patrimoni mondiali dell’Unesco.

Circa 200.000 i pendolari che ogni giorno raggiungono la città dai dintorni, animandone strade e uffici. Ma Leopoli è anche uno dei principali centri di ricerca del Paese. Una tradizione che affonda le radici nell’antica storia della città e che dalla fondazione del suo Politecnico, nel 1844, ne ha fatto un riferimento per tutta l’Europa centro-orientale.

“Quando si passeggia per le stradine e i vicoli della città – racconta una studentessa di lingue – si sente il profumo del caffé, il profumo del cioccolato, ma anche quello dei vecchi tempi. Leopoli è unica e questo grazie alla commistione culturale che la contraddistingue: un elemento molto importante per comprendere davvero la città”.

“Ma l’Ucraina – dice l’inviato di euronews Seamus Kearney – ricorda anche le pagine nere del suo passato. Un monumento è dedicato agli ebrei che il Paese ha perso nell’Olocausto”.

Nel 1920 assorbita dalla Polonia, che la sottrasse alle contese fra Mosca e Vienna, Leopoli arrivò a contare la terza comunità ebraica del Paese. Delle 200.000 persone che la componevano all’alba della Seconda guerra mondiale, appena 300 erano ancora in vita all’ingresso in città dei sovietici nel 1944.

Memorie, che insieme a tradizioni e bagaglio culturale della città, continuano a tramandarsi anche grazie alla prima casa editrice ucraina, che proprio qui venne fondata.