ULTIM'ORA

ULTIM'ORA

"La Libia del post-Gheddafi avrà relazioni eccellenti con l'Occidente"

Lettura in corso:

"La Libia del post-Gheddafi avrà relazioni eccellenti con l'Occidente"

Dimensioni di testo Aa Aa

-Signor Fathi Ben Shatwan, lei è stato ministro dell’Energia in Libia fino al 2006, si è unito ai rivoltosi a febbraio. Come spiega la caduta di Tripoli da un giorno all’altro, mesi dopo l’inizio della rivoluzione?

“Tutti i libici si sono sollevati sin dall’inizio, la verità è che il regime è caduto subito, anche se simbolicamente.

È la violenza della repressione che ha allungato i tempi.

Ci sono due fattori: Gheddafi contava di allontare i ribelli dalla capitale, che è il centro del potere, e per questo lanciava offensive contro altre città per distrarli.

Ma anche gli insorti avevano una loro strategia che consisteva nell’indebolire le forze di Gheddafi prima di entrare a Tripoli. E hanno fatto bene, soprattutto a Misurata e a Zawiya, hanno avuto la meglio sulle forze di Gheddafi. Una volta indebolito il colonello il Consiglio Nazionale ha elaborato un piano con gli insorti per entrare a Tripoli”.

-Vorrei comunque ritornare sulla capitolazione di Tripoli. E soprattutto sul fatto che essa è attribuita all’azione della Nato.

“Ci sono più punti sulla capitolazione di Tripoli: in primo luogo, le forze di Gheddafi erano state fiaccate. Secondo punto: gli uomini del colonnello si sono battuti senza valore pronti a tutto anche a disertare.

Infine, la Nato ha sicuramente giocato un ruolo importante, bombardando le forze di Gheddafi. La maggioranza di queste è stata distrutta dalla Nato”.

-Cosa sarà adesso? Chi guiderà la nuova Libia? Esiste un accordo tra i principali fautori della caduta e le tribù sul futuro del Paese?

“La rivoluzione libica si compone di tre fasi: la prima consisteva nel liberare il territorio, cosa che è stata fatta. La seconda deve assicurare la transizione tra il vecchio e il nuovo potere. La terza sarà la ricostruzione.

Adesso, il presidente del Consiglio Nazionale di Transizione e i suoi uomini andranno a Tripoli per organizzare un governo transitorio e le elezioni.

Ci vuole un parlamento eletto dal popolo che avrà la legittimità di formare un governo, un consiglio presidenziale”.

-Un’ultima domanda: quale influenza può avere l’Occidente in Libia, soprattutto dopo il ruolo giocato dalla Nato?

“Dopo gli ultimi eventi e in virtù dell’aiuto della Nato al popolo libico, aiuto che ha permesso di salvare molte vite umane, lo sguardo dei libici e degli arabi verso Usa , Francia e Gran Bretagna è cambiato.

Sono nostri amici, sono nostri alleati, la politica libica sarà una politica d’amicizia, avremo relazioni eccellenti”.