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Libia, ribelli stringono Tripoli. Gheddafi: niente resa

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Libia, ribelli stringono Tripoli. Gheddafi: niente resa

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Tripoli è vicina, a una manciata di chilometri. I ribelli libici sostengono che il quartier generale di Muammar Gheddafi potrebbe cadere nella notte. Ma la capitale è ben più grande di qualunque città conquistata in sei mesi di guerra.

Nelle ultime ore, centinaia di insorti sono entrati in una base militare al chilometro 27, impadronendosi di armi e munizioni. A Tripoli, intanto, si continua a sparare. La rivolta, cominciata sabato notte, era stata preparata da mesi. Le cellule ribelli sono entrate in azione al momento della rottura del digiuno.

Il portavoce del regime lancia un appello alla Nato per un cessate il fuoco: “Siamo convinti – ha detto Moussa Ibrahim – che se la comunità internazionale non ascolterà questo appello, molte persone saranno uccise e crimini terribili saranno commessi in diverse città della Libia”.

In un messaggio audio diffuso in serata, Gheddafi ha affermato che non si arrenderà e ha invitato il suo popolo a combattere. Un balletto di dichiarazioni che riflette il momento di difficoltà del regime, ma che potrebbe anche preludere a una battaglia più lunga di quanto prevedono i ribelli.