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Turchia: nuovi raid contro i ribelli PKK in Iraq

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Turchia: nuovi raid contro i ribelli PKK in Iraq

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La Turchia rende omaggio agli otto soldati uccisi da militanti del PKK e continua a bombardare le posizioni dei ribelli nel nord dell’Iraq, per la seconda notte consecutiva.

L’aviazione non conduceva un’operazione oltre-frontiera dal luglio 2010. I caccia hanno colpito le montagne del Qandil, al confine con l’Iran. I raid turchi sono una risposta a un incremento delle azioni da parte dei ribelli negli ultimi mesi, ultima l’imboscata di mercoledì nel sud-est della Turchia.

“L’operazione sulle montagne del Qandil è importante dal punto di vista psicologico”, dice Mesut Ulker, analista militare. “E’ anche un posto importante perché ospita uomini e logistica del PKK. L’opinione pubblica turca si sente sollevata da questa notizia. La Turchia è il Paese emergente della regione. Iran, Siria e altre forze esterne sono molte attive nella volontà di fermare la Turchia. L’organizzazione terroristica PKK è usata come strumento da queste forze”.

Un’operazione che viola la nostra sovranità, ha detto il presidente del parlamento della regione semiautonoma curda in Iraq. Fallimentare secondo esponenti liberali turchi.

Proprio in un momento in cui la politica di apertura di Erdogan nei confronti dei curdi avviata nel 2009 è in difficoltà.

Bora Bayraktar, euronews:

“Gli esperti sostengono che la reazione della Turchia al PKK non si fermerà agli attacchi aerei. Sembra che la possibilità di un’operazione via terra sul confine iracheno sia forte”.