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Mani sul petrolio. I ribelli libici alla raffineria di Zawiya

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Mani sul petrolio. I ribelli libici alla raffineria di Zawiya

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I ribelli libici mettono le mani sulla raffineria di Zawiya e sperano ora di costringere Tripoli alla resa, chiudendole i rubinetti del petrolio.

Accerchiamento e conquista dell’avamposto strategico continuano però a costare sanguinose battaglie. Nove le vittime e oltre quaranta i feriti contati nella sola giornata di mercoledì dal personale di un ospedale a pochi chilometri dalla città.

Diciotto, intanto, le perdite denunciate a Brega dagli oppositori del regime, che ad ovest espugnano anche Garyan, a un’ottantina di chilometri dalla Capitale.

Un’avanzata che comincia a schiudere una nuova prospettiva: quella di strangolare il regime, attraverso l’isolamento del suo centro nevralgico e il taglio gli approvvigionamenti.

“Al blocco dello spazio aereo – dice un residente di Tripoli – si aggiunge ora il fatto che stiano chiudendo tutti gli accessi alla città. Le scorte a disposizione presto si esauriranno, cominciano già a mancare molti prodotti”.

Macellerie e scaffali dei negozi appaiono ancora pieni, ma Bengasi già riflette sul domani politico del Paese. Superare divisioni locali e tribali, il rompicapo con cui è ora alle prese il Consiglio Nazionale di Transizione in vista del dopo-Gheddafi.