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Omicidio Hariri. Il Tribunale per il Libano formalizza le accuse

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Omicidio Hariri. Il Tribunale per il Libano formalizza le accuse

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Formalmente incriminati i presunti esponenti di Hezbollah, sospettati di aver partecipato all’assassinio dell’ex primo ministro libanese Rafiq Hariri.

Ancora in fuga, i quattro vengono indicati dal Tribunale speciale per il Libano come direttamente legati all’esecutore materiale ed accusati di omicidio premeditato con l’uso di esplosivi e cospirazione mirata a un attentato terroristico.

“Il processo inizierà presto – dice il deputato libanese Mohammad Kabani -. E noi sosterremo il tribunale come abbiamo sempre fatto. Confidiamo nel fatto che arriverà a stabilire la verità e a fare giustizia”.

Una posizione condivisa dal premier e figlio di Safiq, Saad Hariri, ma contestata da Hezbollah, che ha sempre negato ogni coinvolgimento, chiamando in causa Stati Uniti e Israele.

“Hanno formulato quest’atto di accusa per alimentare le tensioni settarie – l’opinione di un cittadino libanese -, ma non ci riusciranno. Quanto diffondono non sono che false informazioni”.

Nell’attentato che portò alla morte di Hariri, persero la vita a Beirut, nel febbraio del 2005, altre 22 persone. In un rapporto dello stesso anno, l’Onu parlava di “prove convergenti” di un coinvolgimento siriano. Una versione poi formalmente smentita sia da Damasco che Beirut.