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Belgio: imprenditore difende la scelta del burqa


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Belgio: imprenditore difende la scelta del burqa

Le donne che in Francia e in Belgio vogliono portare il velo integrale, nonostante sia stato messo al bando, hanno da oggi il loro paladino. Rachid Nekkaz, noto uomo d’affari francese, figlio di genitori algerini, ha istituito un fondo da 1 milione di euro per pagare le loro multe.

Per cominciare, ha liquidato le ammende da 50 euro comminate a due ragazze di Saint-Joost, il comune più povero del Belgio.

Una di loro spiega che la decisione di portare il velo non le è stata imposta: “Per me personalmente è stata una libera scelta. Ho deciso da sola di portarlo, 4 mesi fa. Non sono sposata, vivo con i genitori e loro non sono favorevoli. Non mi hanno mai detto di portarlo”.

“Sono per una legge – ha spiegato Nekkaz – che condanni severamente i mariti che obbligano le mogli a portare il Nikab e che le tengono prigioniere in casa. Ma sono perché si lascino libere queste ragazze e donne, di circolare per la strada; perché la libertà di circolazione – delle persone e dei beni – è la cosa più importante in una democrazia”.

Nekkaz pagherà anche i 75 euro di multa inflitti a una donna a Roubaix, in Francia e promette una crociata legale contro gli Stati che vietano l’uso del burqa e del niqab in pubblico. Il sindaco di Saint-Joost replica:

“Se ha troppi soldi, io avrei qualche buona idea su come farglieli spendere per il comune con le sue 154 nazionalità e tutte le difficoltà economiche che conosciamo”.

Nekkaz intende denunciare la Francia e il Belgio davanti alla Corte Europea per i Diritti Umani chiedendo che vengano sanzionati per aver violato le libertà individuali.

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