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Preghiere e polemiche. In Spagna le GMG in tempi di crisi

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Preghiere e polemiche. In Spagna le GMG in tempi di crisi

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A prevalere in Spagna sono per il momento i canti, ma sotto la cenere cova già il malanimo per le XXVI Giornate Mondiali della Gioventù: le prime organizzate in tempi di crisi.

Oltre un milione da quasi 200 paesi i pellegrini attesi da Madrid soprattutto nei giorni caldi della visita del Pontefice, dal 18 al 21 agosto.

“C‘è una grandissima euforia – dice una fedele in arrivo dal Brasile -, siamo davvero impazienti di incontrare finalmente il Papa e vederlo di persona”.

Italia e Francia tra i paesi con più iscritti. Ma in 1.300 sono venuti apposta addirittura dall’Australia. “Sarà davvero straordinario – dice uno di loro -. Non riesco a immaginare quanti saremo. L’atmosfera è fantastica”.

A sollevare polemiche sulla stampa spagnola sono però i costi della manifestazione. Cifre nell’ordine dei 50 milioni di euro, da molti considerate un affronto per un paese in piena austerity e costretto a tirare la cinghia.

Oltre alle preghiere, gli organizzatori rispondono sottolineando l’indotto che sarà alimentato dai pellegrini. Calcoli poco convincenti per gli Indignados, che minacciano di tornare a cantare, ma per far sentire tutt’altra musica.