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Processo Mubarak: porte chiuse e rinvio al 5 settembre

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Processo Mubarak: porte chiuse e rinvio al 5 settembre

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Di nuovo in barella davanti ai giudici. Ripreso in mattinata in un’atmosfera arroventata, il processo al Cairo a Hosni Mubarak è stato aggiornato al prossimo 5 settembre e sarà accorpato a quello dell’ex ministro degli interni Habib El Adli. Insieme all’ex Capo di Stato egiziano, che rischia la pena capitale, alla sbarra sono anche i figli Alaa e Gamaal, sospettati di corruzione.
 
Tra le decisioni più attese della corte, quella di accettare o meno la testimonianza l’ex Ministro della difesa e attuale capo del Consiglio supremo delle forze armate, Mohamed Hussein Tantaoui. La difesa sostiene infatti che quest’ultimo non ricevette istruzioni da Mubarak e che l’iniziativa di aprire il fuoco sui manifestanti, uccidendone oltre 800, fu presa autonomamente da El Adli.
 
Non è intanto bastato, all’esterno dell’Accademia di polizia che ha ospitato l’udienza, lo spiegamento di circa cinquemila agenti. Pochi minuti dopo l’arrivo in ambulanza dell’ex Presidente, violenti scontri sono scoppiati fra suoi sostenitori e oppositori, che manifestavano dalle prime ore della mattina.
 
A differenza delle precedenti è stato poi disposto che la prossima udienza, per ragioni definite di “ordine pubblico”, avvenga a porte chiuse e non venga più trasmessa in diretta dalla tv di stato egiziana.