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"Battuti e appesi come bestie". Racconti dalle celle siriane

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"Battuti e appesi come bestie". Racconti dalle celle siriane

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Ammanettata, intimidita, ma mai ridotta al silenzio. Arrestata ben cinque volte dall’inizio della rivoluzione, la scrittrice Samar Yazbek è la voce della Siria a cui il regime vorrebbe mettere il bavaglio. Come nei suoi testi, dalla Francia torna oggi a denunciare le violenze a cui ha assistito.

In prigione racconta di aver visto uomini battuti come bestie. Persone ormai irriconoscibili, col volto tumefatto. Ammassate sul pavimento l’una sull’altra, e spesso anche ammanettate e sospese in aria come pezzi di carne. Molti non sono sopravvissuti alle torture.

“Ero terrorizzata e lo sono ancora oggi – dice -. Ma La rivoluzione non si fermerà. La gente non accetta più di essere governata da criminali che spremono il sangue dei siriani solo per restare al potere”.

A salvare Samar Yazbek è stata finora soprattutto la sua appartenenza alla stessa comunità alawita degli Assad. Il moltiplicarsi delle minacce di morte l’ha però da poco indotta a lasciare la Siria. Autrice di quattro romanzi, in Italia è nota soprattutto per il suo “Il profumo della cannella”.