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Siria: la repressione continua nonostante le pressioni internazionali

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Siria: la repressione continua nonostante le pressioni internazionali

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La repressione siriana continua, nonostante la ritirata dell’esercito da Hama e le sanzioni americane. Queste immagini di origine non accertata mostrano scontri nella periferia di Damasco e carri armati in azione nella città meridionale di Nawa, vicino a Deraa.

L’esercito sarebbe intervenuto anche a Qusair, in provincia di Homs, dove almeno cinque civili sarebbero stati uccisi dai militari mentre tentavano di fuggire. A riferirlo è un militante per i diritti dell’uomo.

Un ufficiale che ha partecipato all’azione nella città ha pubblicamente abbandonato l’esercito.

“Dichiaro la mia defezione per i massacri commessi a Deir el Zour e ad Hama. Famiglie siriane vi prego di chiedere ai vostri figli di ritirarsi da questo esercito corrotto”.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu intende prendere misure supplementari in assenza di un immediato stop della repressione. Questo l’intervento dell’ambasciatore siriano:

“Il premier britannico ha usato il termine ‘bande’, riferendosi ai rivoltosi inglesi, mentre a noi non consentono di usare lo stesso termine”.

Sotto la pressione internazionale il presidente Bashar al Assad ha ordinato il ritiro delle truppe da Hama e riconosciuto che l’esercito ha commesso “alcuni errori” nella gestione della fase iniziale della rivolta.