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Il turismo britannico teme l'effetto saccheggi

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Il turismo britannico teme l'effetto saccheggi

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Le immagini di saccheggi e violenze hanno dato a Londra una nuova popolarità. Certo però non quella che si auguravano gli operatori del turismo. A un anno dalle Olimpiadi e in piena alta stagione, timore di molti è che a pagare sia un intero settore.

Le indicazioni a caldo sono contrastanti, ma l’onda lunga delle defezioni last-minute non risparmia altri paesi.

Nell’agenzia di viaggi Elishama Atias di Gerusalemme il direttore parla di 20-30% di prenotazioni cancellate negli ultimi giorni.

Nella capitale britannica, le macchine fotografiche continuano tuttavia a scattare. Ad agosto inoltrato e vacanze in corso, per molti il motto è “The Show Must Go On”. Soprattutto se si viene da lontano come una ragazza statunitense, che qui per un solo giorno, racconta di non aver voluto rinunciare a Londra.

A storcere il naso è però la Direttrice strategica del Dipartimento del turismo britannico, Patricia Yates, che non risparmia qualche frecciata al curaro alle cancellerie europee. Alcuni governi, dice, alimentano l’allarmismo senza comprendere la situazione. E così inducono i propri concittadini a disertare Londra.

Prova del fuoco sarà alla fine del mese il Carnevale di Notting Hill. Fiore all’occhiello che ogni anno richiama centinaia di migliaia di turisti, spesso tuttavia anche focolaio di tensioni con la comunità afroamericana del quartiere.