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Siria: Bashar al-Assad sempre più isolato

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Siria: Bashar al-Assad sempre più isolato

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Irremovibile  di fronte a tutte le pressioni internazionali, Bashar al-Assad ignora il mondo intero.
 
  
All’inizio della repressione, a metà marzo, solo l’Occidente ha chiesto a Damasco di fermare la macchina da guerra messa in moto dal regime per fermare le proteste.
 
Sordo a questo richiamo, il presidente siriano ha annunciato  alcune riforme, denunciando però il fatto che il regime fosse vittima di gruppi terroristici, i cui arsenali, scoperti e smantellati, venivano mostrati in televisione  come prova.
 
 
 
 
La posizione di Assad potrebbe cambiare nei prossimi giorni. Domenica l’Arabia Saudita ha richiamato il proprio ambasciatore, chiedendo a Damasco di fermare la macchina della morte.
 
  
 
 
Kuwait e Bahrein hanno fatto la stessa cosa il giorno dopo, mentre il Qatar l’aveva già fatto a metà luglio.
Critiche al regime siriano sono giunte da Egitto e Giordania, al Cairo l’imam delal prestigiosa istituzione sunnita Al-Azhar ha denunciato la situazione definendola inaccetabile.
 
 
 
Il comunicato del re saudita Abdallah è stato diffuso dalla televisione di stato, rompendo la tradizionale discrezione della diplomazia saudita.
 
 
 
BAshar al-Assad puo’ contare per il momento sulla posizione piuttosto moderata della Lega Araba, il cui segretario Nabil El-Araby non ha voluto prendere misure drastiche anche se l’organizzazione ha chiesto la fine immediata delle violenze .
 
  
 
 
 
“Se vi aspettate un’azione dalla Lega Araba, sapppiate che per il momento non è prevista. Se volete ulteriori dichiarazioni per trovare una soluzione, non mi riferisco solo alla Siria, mi riferisco anche alla Libia o a qualsiasi altro Paese del mondo arabo, non aspettatevi misure drastiche. Aspettatevi un’azione di persuasione che procederà passo dopo passo”.
 
 
 
 
 
Per molti analisti la caduta del regime di Damasco è  inevitabile. Più che mai isolato Bashar al-Assad ha annunciato nuove riforme.
Che non bastano più ai siriani:  dopo quasi 2000 morti dall’inizio della repressione, sembra non abbiano più niente da perdere