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Londra respira, il Regno Unito no. Saccheggi in altre città

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Londra respira, il Regno Unito no. Saccheggi in altre città

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A Londra è stata una notte difficile ma relativamente tranquilla, mentre la violenza è tornata ad esplodere altrove.

Sarà l’inchiesta per omicidio aperta dalla polizia a stabilire se la morte di tre persone a Birmingham sia collegata ai disordini che da sabato tengono in scacco il Paese, che il prossimo anno deve ospitare le Olimpiadi.

Si tratta di tre uomini investiti da un auto. Erano usciti in strada, sembra, per proteggere il loro quartiere, hanno riefrito alcuni testimoni.

Un’azione deliberata, racconta qualcuno, perché “i saccheeggiatori non amano chi cerca di proteggere la comunità”.

Esplosi a Londra, i disordini si sono ormai estesi ad alcune delle principali città britanniche.

Oltre a Birmingham, anche a Liverpool, Manchester, la polizia deve fare i conti con i saccheggi, le scorrerie e gli incendi appiccati da bande giovanili che prendono le strade d’assalto in un fenomeno ancora da decifrare.

Pur nel timore di altri scontri, Londra ha trascorso una notte senza incidenti gravi.

A proteggere la capitale britannica 16.000 poliziotti. Le autorità hanno fatto sapere di avere arrestato quasi 800 persone in quattro giorni di guerriglia.

Mentre il governo britannico cerca di trovare il modo di arginare la furia dei teppisti, le comunità si attrezzano nel tentativo di auto-difendersi.