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Ankara a Damasco: "Stop alle violenze e via alle riforme"

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Ankara a Damasco: "Stop alle violenze e via alle riforme"

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Le grandi manovre siriane nei pressi del suo confine inducono la Turchia ad alzare la voce. All’intensificarsi delle pressioni diplomatiche degli ultimi giorni, Ankara ha fatto seguire l’intervento dello stesso Erdogan.

In un lungo discorso, il primo ministro turco ha detto di aver esortato Damasco a cessare lo spargimento di sangue ed auspicato l’avvio di un cammino di riforme entro dieci-quindici giorni.

A un analogo appello di Ankara alla cessazione delle violenze, Bashar Al Assad aveva risposto martedì, ribadendo la volontà di proseguire a oltranza nella lotta a quelli che considera essere i terroristi all’origine della rivolta.

All’indomani del faccia a faccia col presidente siriano, il Ministro degli esteri turco Davitoglu ha citato l’ambasciatore del suo paese e confermato il parziale ritiro delle truppe siriane da Hama. A un gruppo di giornalisti erano stati mostrati in giornata una quarantina di blindati, che lasciavano la città simbolo della repressione, da fine luglio controllata dai carri armati di Damasco.

Oppositori del regime hanno nelle stesse ore parlato dell’intensificarsi di manovre militari nella provincia nord-occidentale di Idlib, a ridosso del confine turco.

Video amatoriali mostrano l’avanzata di una colonna di mezzi nell’area. Testimonianze inverificabili sostengono si tratti di un’operazione che avrebbe fatto vittime e feriti nelle cittadine di Taftanaz e Sermin.