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Ue: l'Italia e la lettera segreta

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Ue: l'Italia e la lettera segreta

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L’estate politica italiana diventa incandescente.

In attesa che il governo incontri le parti sociali e giovedì presenti in parlamento le nuove misure volute dalla Bce, in molti chiedono a Silvio Berlusconi che renda pubblica la lettera segreta inviataglia dal presidente della Banca centrale e in cui Jean Calude Trichet promette di aiutare Roma in cambio di misure che consentano il pareggio di bilancio sia raggiunto entro il 2013 e non più il 2014.

Come ha confermato lo stesso Trichet:

“Abbiamo chiesto negli ultimi giorni al governo italiano di prendere tutta una serie di misure, che sono state prese e in modo particolare di velocizzare un ritorno alla stabilità di bilancio, abbiamo fatto la stessa cosa con la Spagna”.

Sotto il pressing di Bruxelles, Silvio Berlusconi ha annunciato a sopresa, venerdì scorso, un nuovo pacchetto di misure, giustificandolo così:

“Dobbiamo riconoscere che il mondo attraversa una crisi finanziaria che colpisce tutti i Paesi, che si aggiunge alle altre e che non rispetta la realtà economica e i fondamentali economici”.

La mano lunga di Bruxelles non piace all’opposizione.

Ma non solo.

L’ex commissario europeo Mario Monti ha scritto lunedì sul Corriere della Sera “L’Italia è retta da un podestà straniero”.

All’annuncio delle nuove misure, venerdì, le borse hanno reagito bene, per poi riallinearsi al trend negativo di tutta Europa.

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