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Ucraina, no alla liberazione di Timoshenko

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Ucraina, no alla liberazione di Timoshenko

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La giustizia ucraina ha rifiutato per la terza volta la concessione della libertà all’ex primo ministro Yulia Timoshenko, arrestata venerdì scorso per oltraggio alla corte. L’ex eroina della “rivoluzione arancione” ha continuato a sfidare il giudice, dandogli del mafioso e definendolo burattino del presidente Viktor Yanukovich. Critiche all’arresto della leader dell’opposizione ucraina sono venute dagli Stati Uniti e dall’Unione europea, che temono motivazioni politiche dietro il procedimento giudiziario.

“La questione dell’interruzione della fornitura di gas, per cui la Timoshenko è sotto processo, ha avuto un serio impatto su diversi Stati membri – ha dichiarato l’ambasciatore EU in Ucraina Josè Manuel Teixeira -. All’epoca l’Unione europea accolse con favore la ripresa degli approvvigionamenti che mise fine alla crisi nel gennaio 2009. Ecco perché questo processo è molto importante per noi”.

La decisione del giudice di Kiev è stata preceduta e seguita da manifestazioni popolari al di fuori del tribunale. Sostenitori di Yulia Timoshenko, che è sotto processo per abuso d’ufficio, continuano a chiederne la liberazione.