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Regno Unito in fiamme. Il diario delle violenze

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Regno Unito in fiamme. Il diario delle violenze

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Da una manifestazione rabbiosa ma pacifica alle peggiori violenze vissute da Londra da oltre 25 anni.

In centinaia, sabato avevano sfilato nel nord della città, per reclamare giustizia per la morte di Mark Duggan: il ventinovenne, padre di quattro figli, ucciso giovedì dalla polizia che cercava di arrestarlo. Gli agenti sostengono di aver risposto al fuoco, ma dai primi rilievi sul posto sembrano emergere soltanto i bossoli in loro dotazione.

Baricentro della prima notte di scontri è il quartiere settentrionale di Tottenham: area disagiata e a forte tasso d’immigrazione, dove in appena poche ore i vigili del fuoco registrano 49 incendi e oltre 250 segnalazioni.

Dalle violenze contro bus e stazioni della polizia si passa anche ai saccheggi. Alla politica che promette il pugno di ferro, i residenti di Tottenham parlano di condizioni socio-economiche, rese ancora più insostenibili dalla cura di austerity britannica.

Con lo spiegamento delle forze dell’ordine, crescono anche i bilanci: 26 gli agenti secondo Scotland Yard, feriti nella sola giornata di domenica.

Dai quartieri disagiati di Tottenham ed Enfield, le violenze si estendono nella notte successiva anche ai centralissimi crocevia di King’s Road e Oxford Circus.

Mentre nelle ore che seguono un imponente rogo a Brixton Road impegna a lungo i vigili del fuoco, l’incapacità ad arginare i saccheggi, getta ulteriori ombre su una polizia, dopo lo scandalo intercettazioni, ora nel mirino anche per la misteriosa morte che ha dato il fuoco alle polveri degli scontri.