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Le strade di Londra

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Le strade di Londra

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Gli scontri nelle strade di Londra hanno certamente centrato un obiettivo: lo shock collettivo.
Ho parlato con londinesi di diverse estrazioni da quando i disordini sono iniziati e ho percepito incredulità per il livello di violenza, di disinteresse, di egoismo.

I londinesi pensano che ciò che sta succendo non è conseguenza delle proteste o per il mancato rispetto delle libertà civili: è pura deliquenza. Sono le piccole attività commerciali che hanno sofferto maggiormente le conseguenze degli atti di vandalismo.
Stamane ho parlato con Graham Reeves, il cui negozio è stato incendiato e distrutto completamente. Il commercio di mobili è stata l’attività principale della comunità di Croydon sin dall’età Vittoriana. Ora tutto quel che ne rimane è un mucchio di macerie bruciate.

In tema di partecipazione collettiva Londra ha fatto segnare cifre da record. Impossibile dimenticare quel giorno di febbraio quando un milione e mezzo di persone sono scese in strada per protestare contro la guerra in Iraq.

Fino ad ora sono state le abitazioni e i piccoli esercizi commerciali ad essere bersagliati. L’effetto negativo sull’economia locale sarà inevitabile in questo periodo di tempi duri che anche la Gran Bretagna sta affrontando. Il maggior pericolo è se la City, il cuore finanziario di Londra, sarà attaccata. Non oso immaginare le conseguenze.

Un’anziana, ieri, a Brixton, mi ha detto che Mark Duggan, l’uomo ucciso dalla polizia, in circostanze che sono ancor l’oggetto di indagini, non sarà ricordato come una vittima ma come la causa scatenante del circolo vizioso di violenza che ha fatto seguito alla sua morte.
Non posso leggere in alcun altro modo le azioni insensate legate alla morte di Duggan. Si, ci sono ingiustizia, esclusione, ma basta questo a giustificare le devastazioni, i furti e gli altri atti criminali? Evidentemente la risposta è no. Si tratta di problemi che bisognerà trattare alla radice.

Londra mi ricorda Teheran, dove ho assistito a proteste studentesche, dove ho visto scene simili di scontri tra cittadini e forze di polizia. Ma c‘è una profonda importante differenza. Io avevo rispetto per le persone scese in strada per difendere i propri diritti, per protestare contro quelle che chiamavano “elezioni truccate”, per combattere per la democrazia.
I vandali di Londra non sembrano avere la capacità di di comprendere che c‘è altro nella vita che cercare di soddisfare la propria avidità.

Ali Sheikholeslami
Reporting from Hackney