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Damasco e Ankara fra strette di mano e carri armati

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Damasco e Ankara fra strette di mano e carri armati

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La comunità internazionale insiste col pressing, Damasco continua a rispondere coi carri armati.

Una cinquantina, tra cui diversi bambini, le vittime denunciate nelle ultime ore da attivisti e Osservatorio Siriano per i diritti umani, soprattutto nei dintorni di Hama e nella città orientale di Dayr Az Zor.

Le stesse fonti parlano poi di avanzata dei blindati fino a una trentina di chilometri dal confine turco, proprio nelle stesse ore in cui il Ministro degli esteri di Ankara, Ahmed Davutoglu, si faceva ambasciatore presso Bashar Al Assad, della richiesta statunitense di un’immediata cessazione delle violenze.

Alla folla, che nei sobborghi della capitale siriana è tornata a piangere i morti della ribellione, in giornata aveva di nuovo risposto anche la Russia. Dopo i duri appelli degli scorsi giorni e il via libera alla dichiarazione di condanna del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, Mosca ha ribadito come prioritario lo stop di ogni violenza. Un messaggio affidato dal Ministro degli esteri Sergei Lavrov al suo omologo siriano, e che arriva a poche ore dal domino di defezioni nel sostegno a Damasco, innescate dalla recente condanna della Lega Araba.