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Siria: Al Assad sempre più isolato, contestato da tre Paesi del Golfo

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Siria: Al Assad sempre più isolato, contestato da tre Paesi del Golfo

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Il presidente siriano Bashar Al Assad sempre più isolato dopo la dura repressione delle rivolte nel fine settimana. Arabia Saudita, Bahrein e Kuweit ritirano i rispettivi ambasciatori a Damasco. “Il regime siriano deve fermare la macchina di morte”, lo ha ammonito il re saudita Abdallah.

Sulla situazione siriana si terrà una riunione del consiglio per la cooperazione del Golfo, mentre il ministro degli Esteri turco martedì è atteso a Damasco, Ankara si è detta “al limite della pazienza”.

Ha rotto il silenzio anche una delle principali istituzioni religiose sunnite, Al-Azhar, che si trova al Cairo, denuncia “una situazione inaccettabile”.

Anche la Lega araba ha espresso preoccupazione e in Egitto ha ricevuto l’inviato speciale dell’Unione Europea per il mediterraneo meridionale Bernardino Leon. Bruxelles prevede di applicare nuove sanzioni.

“Abbiamo detto chiaramente che il regime siriano è andato oltre quanto è accettabile per la comunità internazionale”, afferma Leon. “Sta esercitando una violenza inaccettabile contro la propria popolazione”.

Ma la repressione non si ferma: oggi è stata di nuovo attaccata Dayr az Zor: hanno perso la vita anche una donna e i suoi due bambini mentre tentavano di fuggire. Ci sarebbero morti anche a Deraa. Da metà marzo le vittime sarebbero almeno duemila.